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Espressioni facciali: quali sono e come riconoscerle

Commenti disabilitati su Espressioni facciali: quali sono e come riconoscerle Studiare a Padova

La comunicazione non verbale si sviluppa attraverso 4 differenti tipologie di componenti: sistema paralinguistico (tono, ritmo, silenzio ecc.) sistema cinesico (linguaggio del corpo quali gesti, espressioni facciali, postura e movimenti oculari) prossemica (il modo in cui ci si dispone nello spazio) e aptica (messaggi espressi tramite il contatto).

La premessa è d’obbligo per introdurre la tematica sulla quale è incentrato questo articolo, ovvero la comunicazione delle emozioni attraverso le espressioni del viso.

Il primo ad aver analizzato la mimica facciale e la relativa interpretazione a livello emozionale è stato Charles Darwin, persuaso dell’idea che rappresentasse una modalità utilizzata dall’uomo per adattarsi all’ambiente

Ad approfondire successivamente gli studi di Darwin è stato Paul Ekman il quale ha elaborato un modello scientifico per interpretare le emozioni correlate alle espressioni facciali.
Durante i suoi studi ha rilevato che i movimenti del volto correlati ad alcune emozioni sono identici per tutti gli individui, in qualunque parte del mondo essi vivano.

Lo studioso ipotizza pertanto che tali atteggiamenti/movimenti siano legati a fattori biologici e che in quanto tali non sono oggetto di attività di apprendimento.

Sei sono le espressioni primarie identificate come ‘universali’; eccole spiegate nel dettaglio.


1 – Sorpresa

E’ un’emozione improvvisa e breve; è infatti piuttosto raro che una persona possa rimanere sorpresa a lungo.

La mimica è composta da:

  • sopracciglia incurvate e rialzate
  • pelle sotto il sopracciglio stirata
  • rughe orizzontali sulla fronte
  • palpebre aperte e sclerotica visibile sopra l’iride, e talvolta anche sotto
  • mascella abbassata, labbra e denti dischiusi

2 – Paura

La mimica tipica di un’emozione legata alla paura prevede:

  • sopracciglia sollevate e ravvicinate
  • rughe della fronte contratte verso il centro
  • palpebre superiori sollevate
  • palpebre inferiori contratte e sollevate
  • bocca aperta e labbra leggermente tese all’indietro

Quando la paura è particolarmente intensa può trasformarsi in terrore, un’emozione traumatica facilmente identificabile.

I sintomi più frequenti sono:

  • viso pallido
  • aumento della sudorazione
  • respiro accelerato
  • palpitazioni
  • tremore degli arti

3 – Disgusto

Il disgusto è generalmente provocato da un sapore, da un odore o dalla vista di qualcosa di poco gradevole; possono allo stesso tempo generare una sorta di repulsione suoni sgradevoli o oggetti che presentano una consistenza fastidiosa al tatto.

La mimica relativa al disgusto è la seguente:

  • labbro superiore sollevato
  • labbro inferiore sollevato che spinge contro quello superiore; oppure labbro inferiore lievemente protruso verso il basso
  • naso arricciato
  • guance sollevate
  • sopracciglia abbassate che spingono contro la palpebra superiore
  • palpebra superiore leggermente sollevata

4 – Rabbia

La rabbia è un’emozione che può scaturire da cause differenti come ad esempio una minaccia fisica, un discorso che ferisce a livello personale o una frase che contrasta con la propria moralità.

La mimica facciale prevede:

  • sopracciglia abbassate e ravvicinate
  • rughe verticali tra le sopracciglia
  • palpebra inferiore tesa
  • sguardo fisso e occhi leggermente sporgenti
  • labbra fortemente serrate
  • narici dilatate

5 – Felicità

L’emozione più bella da scorgere sul volto di qualcuno è la felicità.

La mimica facciale mostra i seguenti movimenti:

  • angoli della bocca sollevati
  • bocca, a seconda dei casi, chiusa o aperta
  • formazione di una ruga che dal naso scende fino agli angoli della bocca
  • guance sollevate
  • palpebra inferiore con rughe sottostanti
  • comparsa di zampe di gallina agli angoli esterni degli occhi

6 – Tristezza

La tristezza è un’emozione passiva, generalmente della durata medio-lunga.

La mimica che indica tristezza è composta dai seguenti movimenti:

  • angoli interni delle sopracciglia sollevati
  • angoli esterni delle sopracciglia verso il basso
  • angoli interni delle palpebre superiori sollevati
  • la pelle sotto il sopracciglio forma un triangolo
  • angoli della bocca verso il basso
  • labbra tremolanti
  • sguardo fisso verso il vuoto

Espressioni sincere: come riconoscerle

Le espressioni sono attivate da un duplice sistema, volontario e involontario, che può mentire o dire la verità, talvolta contemporaneamente.

Può quindi capitare di trovarsi di fronte ad espressioni vere, frutto di emozioni realmente sentite e provate, oppure ci si può ritrovare di fronte a volti che innescano intenzionalmente i movimenti tipici di alcune emozioni; è chiaro che in quest’ultimo caso si tratta di una maschera la cui finalità è nascondere qualcosa, magari quello che si prova o che non si prova realmente.

Per rilevare la menzogna Ekman, con la collaborazione di Friesen e Hager, ha ideato il FACS, acronimo di Facial Action Coding System.
Si tratta di una tecnica basata sull’analisi delle microespressioni (Action Unit) e delle relative combinazioni.
Si tratta manifestazioni emotive impercettibili, della durata di un quarto di secondo, che in quanto tali non possono essere controllate.

Nel libro ‘I volti della Menzogna’ Ekman individua tre chiavi di lettura attraverso le quali è possibile stabilire la genuinità di un’espressione:

  1. Asimmetria
    La mimica facciale asimmetrica presenta gli stessi movimenti nelle due metà del viso; tuttavia sul lato sinistro si palesano con maggiore intensità.
    Ne consegue che in caso di movimento più marcato sul lato destro l’emozione non è autentica.
  2. Tempo
    La mimica legata alle emozioni è quasi impercettibile e non dura più di qualche secondo.
    Quando l’espressione resta stampata sul viso per più di 10 secondi significa che non corrisponde a un’emozione sentita.
  3. Errata collocazione nel discorso
    Il terzo ed ultimo elemento fornito da Ekman per smascherare i bugiardi riguarda il tempo in cui interviene la mimica; l’espressione genuina solitamente anticipa le parole.

mimica facciale

 Diventare emotusologo

Colui che analizza i comportamenti emozionali del volto è diventato una figura professionale che trova occupazione in differenti ambiti, sia pubblici che privati.

Negli Stati Uniti il profilo è presente ormai da diversi anni; in Italia è una figura emergente.

Il termine tecnico con il quale viene identificato un professionista esperto nell’analisi delle emozioni del volto è ‘emotusologo’.
La sua operatività consiste nel condurre l’individuo a migliorare le relazioni interpersonali, a sviluppare le personali potenzialità e ad assumere atteggiamenti positivi.
Può lavorare su materiale video oppure sull’osservazione diretta del soggetto in analisi.

Per acquisire gli strumenti, le tecniche e le conoscenze per lavorare come emotusologo è disponibile il master in ‘Tecniche di analisi della persona’ attivato dall’Università Telematica Niccolò Cusano.

Si tratta di un corso post-laurea di I livello erogato in collaborazione con l’Associazione Nazionale degli Analisti del comportamento emozionale del volto – Emotusologi (AAE), associazione professionale di categoria non ordinistica.

Il percorso formativo fornisce ai corsisti i requisiti e le conoscenze per addire all’iscrizione presso la stessa associazione.

Il piano didattico del master prevede l’approfondimento delle seguenti materie di studio:

  • Psicologia generale: tecniche e metodologie di analisi delle espressioni facciali
  • Psicologia generale: tecniche e metodologie di analisi degli aspetti non verbali del parlato e del comportamento visivo
  • Psicologia dinamica: tecniche in micropsicoanalisi
  • Sociologia giuridica della devianza e del mutamento sociale – Tecniche di comunicazione
  • Psichiatria: tecniche di analisi delle scienze sociali nella comunicazione simbolica
  • Sviluppo sociale e culturale del bambino: metodologie per la comprensione delle variazioni comportamentali
  • Psicologia clinica: L’approccio fenomenologico – esistenziale alla diagnosi e all’intervento sulla persona
  • Procedura penale: cross-examination
  • Psicologia generale: comunicazione non verbale e negoziazione
  • Psicologia sociale: tecniche psicologiche applicate al gruppo
  • Psicologia generale: tecniche sperimentali di CNV
  • Sociologia delle dinamiche interpersonali
  • Sociologia dei processi culturali e comunicativi

Per quanto rientri tra le professionalità emergenti un analista del comportamento emozionale del volto può operare in svariati ambiti della consulenza: privato, scolastico, sociale, aziendale, giudiziario, socio-sanitario, sportivo.

Se sei interessato alla professionaità che abbiamo analizzato nel corso di questo post e vorresti ricevere ulteriori informazioni sul master, puoi contattare, senza alcun impegno, il nostro staff,  attraverso il form online che trovi cliccando qui!

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