Come diventare psicologo militare: studi e possibilità

Se ti stai chiedendo come diventare psicologo militare, in questa guida l’Università Telematica Niccolò Cusano di Padova ti illustrerà come ricoprire questo ruolo e tutte le opportunità di questo contesto lavorativo.

Fin da subito ti conviene sapere che questo è un percorso che passa innanzitutto attraverso il conseguimento di un titolo accademico (almeno una laurea triennale).

Per prima cosa, devi considerare che lo psicologo militare è una figura molto importante e sempre più richiesta nonostante il relativo periodo di pace che stiamo vivendo.

Missioni di pace, umanitarie, azioni di sostegno nell’ambito di operazioni ONU e NATO: per quanto una guerra di grosse proporzioni non sia in atto al momento, l’Italia è impegnata su diversi fronti ogni anno.

Proprio per questo, la figura dello psicologo militare è fondamentale, in quanto rappresenta colui che aiuta i soldati ad affrontare problematiche di varia natura.

Parliamo di turbamenti mentali ed emotivi che scaturiscono da situazioni vissute in battaglia oppure dalle condizioni difficili della vita militare.

Si pensi, a tal proposito, alla sindrome da stress post-traumatico (PTSD) – il cinema, da Rambo ad American Sniper ne ha spesso mostrato gli effetti – o alla depressione per la separazione dei propri affetti.

La psicologia militare è nata inizialmente con la finalità di integrazione nella formazione degli ufficiali. Una materia di studio per elevare il know how dell’élite dell’esercito.

Tuttavia, nel tempo, si è estesa anche alla cura dei traumi dei soldati che vivevano situazioni di angoscia e depressione, sviluppandosi soprattutto tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.

Il reclutamento dei primi psicologi militari avvenne verso la fine degli anni Novanta, mentre fino a quel momento erano stati gli psicologi civili convenzionati a lavorare con il personale arruolato.

Psicologo militare: compiti e funzioni

psicologo militare sbocchi lavorativi

Lavorare come psicologo militare significa sostenere i soldati nel mantenere o ritrovare la forma fisica e mentale necessaria al ruolo ricoperto.

Lo psicologo militare, come avrai capito da queste righe iniziali, riveste al giorno d’oggi un ruolo fondamentale all’interno dell’esercito.

Il suo contributo può essere determinante nel reclutamento di nuovi soldati, nella valutazione delle singole attitudini e nel rilevamento di anomalie nel comportamento del personale militare.

Inoltre, lavorare come psicologo militare prevede anche la valutazione delle prestazioni dei militari in servizio e della loro idoneità mentale e cognitiva, ma anche la valutazione delle dinamiche di gruppo e comando.

La figura dello psicologo militare è legata inoltre ad attività di progettazione di team building per favorire il processo di comunicazione e coesione sociale del personale.

Ancora, egli è chiamato a progettare e monitorare campagne informative e formative per la gestione e la prevenzione dei fenomeni di devianza (dipendenza da alcool, droghe, gioco d’azzardo, ecc.), di disagio psicologico (disadattamento, mobbing) o di autolesionismo (suicidio)

Tra i compiti più determinanti dello psicologo militare troviamo, soprattutto, il recupero dei soggetti traumatizzati. Questo significa fornire cure al personale arruolato, ma anche ai loro familiari ed ai veterani.

Tali interventi si traducono in una terapia individuale o di gruppo, in una consulenza familiare ed in programmi educativi sulla psicologia.

Come diventare psicologo militare: studi

Se ti stai chiedendo come diventare psicologo militare, il primo step da compiere è il conseguimento di (almeno) una laurea.

A questo proposito, la proposta formativa dell’Università telematica Niccolò Cusano di Padova è impostata sulla base della classica formula 3 + 2, composta da un primo ciclo di studi, della durata triennale, e da un biennio specialistico.

Nel dettaglio, la facoltà di Psicologia a Padova è così strutturata:

  • Corso di laurea triennale in Psicologia, scienze e tecniche psicologiche
  • Corso di laurea magistrale in Psicologia

Il triennio rappresenta il punto di partenza per chi desidera diventare psicologo (non solo militare), ma allo stesso tempo anche il punto di arrivo per chi invece intende fermarsi al conseguimento di una laurea di I livello per accedere più rapidamente al mercato del lavoro.

Il programma della triennale mira ad erogare competenze e conoscenze, teoriche e operative, sui fondamenti del sapere psicologico e sulle teorie scientifiche approvate dalla Comunità Scientifica.

Il percorso di studi garantisce il requisito per poter accedere all’iter formativo-concorsuale richiesto per l’iscrizione alla sezione B dell’albo degli psicologi.

Il biennio magistrale si scinde in due curriculum:

  • Curriculum “Psicologia clinica e della riabilitazione”
  • Curriculum “Psicologia del lavoro e delle organizzazioni”

Il primo curriculum mira ad erogare competenze teoriche e operative relative alla psicologia dei processi cognitivi normali e patologici, della neuropsicologia e delle neuroscienze.

L’indirizzo che riguarda l’applicazione della materia psicologica al mondo del lavoro (imprese e organizzazioni) si focalizza su insegnamenti che riguardano lo sviluppo di competenze applicabili all’ambito dell’assessment, dell’intervento psicologico e della gestione delle risorse umane.

Ti ricordiamo che i corsi di laurea erogati dall’ateneo Unicusano sono frequentabili h24 e la didattica è erogata nella modalità e-learning, che agevola lo studio, specie a chi ha poco tempo a disposizione.

Psicologia militare: iter post laurea

Ma chi è, ti starai chiedendo, lo psicologo militare? Egli è un laureato magistrale in Psicologia, il più delle volte anche specializzato con master.

È un professionista con alle spalle tirocini formativi svolti nelle aree professionali tipiche della psicometria, della psicologia clinica, della psicologia sociale e delle organizzazioni.

Per svolgere tale ruolo, un aspirante psicologo militare necessita dell’abilitazione che si ottiene superando l’Esame di Stato propedeutico all’esercizio della professione.

Una volta superato l’esame di abilitazione, è necessaria l’iscrizione all’Albo degli psicologi per poter aspirare a lavorare come psicologo militare.

In generale, per lavorare come psicologo militare è necessario affrontare delle procedure concorsuali che prevedono un’eventuale prova pre-selettiva.

Successivamente, sono previste due prove scritte, una prova per valutare l’integrità fisica, accertamenti attitudinali, una prova orale ed una prova facoltativa di lingua straniera.

Una volta superato con successo il concorso, si affronta un periodo di formazione al termine del quale l’Ufficiale psicologo è pronto per andare ad operare in diversi luoghi e contesti.

Lavorare come psicologo militare: quello che c’è da sapere

Dal momento che sei interessato a lavorare come psicologo militare, ti interesserà sapere di più su questo ambito professionale.

In linea di principio, si possono identificare orientativamente tre aree principali di interesse della Psicologia Militare:

  • Organizzazione militare
  • Leva e vita militare
  • Singolo individuo facente parte del corpo militare

Queste tre distinte aree sono, in realtà, interdipendenti e rappresentano parti di uno stesso processo ovvero dell’organismo militare.

Esistono, inoltre, anche diversi approcci di psicologia applicabili in campo militare. Essi sono rappresentati da:

  • la Psicologia clinica: aiuta i militari in servizio con le loro famiglie e gli ex militari a gestire lo stress, la depressione, la gestione della rabbia, gli attacchi di panico, i problemi di relazione, i problemi finanziari e di carriera
  • la Psicologia della ricerca: è tesa a migliorare le attuali pratiche psicologiche presenti all’interno dell’esercito

Psicologo militare: sbocchi professionali

Tra gli sbocchi professionali che può avere uno psicologo militare troviamo:

  • strutture di ricerca o educative
  • centri medici, ospedali e cliniche militari
  • scuole e navi militari
  • basi presenti in zone di combattimento o schieramento
  • uffici delle organizzazioni militari
  • organi delle forze armate
  • centri di selezione e reclutamento militare
  • organizzazioni scientifiche e professionali nazionali e internazionali

Ma è anche possibile che lo psicologo militare sia chiamato ad occuparsi della formazione di psicologi, stagisti o funzionari di leva.

Egli trasmette a questi soggetti le competenze necessarie ad affrontare specifiche problematiche psicologiche che si manifestano all’interno del proprio ambito occupazionale.

Indubbiamente, alla luce di quanto affrontato finora, quella dello psicologo militare è una professione piuttosto difficile, in cui si opera spesso in contesti delicati.

Dunque, dovrai essere assai motivato. Comincia a muovere i primi passi, contatta Unicusano attraverso l’apposito form online per chiedere info sui corsi di laurea in Psicologia a Padova.


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