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Come fare un testo espositivo: linee guida da seguire

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Espositivo, narrativo, descrittivo, argomentativo, informativo, regolativo: esistono varie tipologie di testo, ognuno con le proprie peculiarità; nel corso di questo post ti spiegheremo come fare un testo espositivo.

Per esigenze di studio o per motivi di lavoro può capitare di dover affrontare l’elaborazione di un testo finalizzato a spiegare o informare. Che riguardi una tematica letteraria, storica, scientifica, economica, politica o sociale l’elaborato deve essere realizzato con criteri logici ben precisi.

L’Università Telematica Niccolò Cusano di Padova ha realizzato una breve guida alla scrittura nell’ambito della quale sono state raccolte le principali linee guida per realizzare un buon lavoro.

Cos’è il testo espositivo

Per capire cos’è un testo espositivo bisogna necessariamente partire dalla sua definizione; di seguito riportiamo integralmente quella fornita dal sito della Treccani:

“I testi espositivi sono un tipo di testo la cui funzione principale consiste nel trasmettere un sapere. Per questa funzione, essi vengono anche chiamati testi informativi (Combettes & Tomassone 1988). La funzione espositiva dei testi in esame è spesso associata a una funzione più specifica, quella esplicativa, che consiste nello spiegare il sapere trasmesso, rispondendo a una o più domande implicite o esplicite. Si parla perciò anche di testi espositivo-esplicativi (Ferrari & Zampese 2000) o semplicemente di testi esplicativi (Jahr 2000).”

In linea generale possiamo dire che il testo espositivo ha l’obiettivo di informare su un argomento, che può essere anche un avvenimento, una disciplina, un fenomeno o una situazione; può quindi afferire ad elementi reali oppure a concetti, purché fornisca un punto di vista generale.

Lo scopo è di natura pratica: arricchire le conoscenze del lettore, fornendogli informazioni.

La tipologia di elaborato che ci apprestiamo ad analizzare include ragionamenti e spiegazioni ma non è in alcun modo finalizzata ad argomentare e/o a convincere.

In sintesi ecco gli argomenti sui quali può essere incentrato:

  • Notizie di attualità
  • Tematiche di interesse generale
  • Risultati di una ricerca (letteraria, storica, economica o di cultura generale)
  • Dati di un fenomeno scientifico, sociale, politico o economico
  • Esperienza personale

Sono espositivi i manuali scolastici, le enciclopedie, i saggi, le relazioni, i verbali.

Come si scrive

Prima di addentrarci nell’ambito della stesura di un testo espositivo è d’obbligo una premessa: l’esposizione delle informazioni, di qualunque natura esse siano, deve risultare chiara e ordinata al fine di agevolare la comprensione da parte del lettore.

Le caratteristiche

Che si tratti di un elaborato su una materia specifica, su un avvenimento o su qualsiasi altra tipologia di argomento, il testo deve rispecchiare una serie di peculiarità.

Deve innanzitutto presentare le informazioni in maniera coerente, attraverso un ordine logico. Il linguaggio deve essere chiaro, il lessico specialistico e l’esposizione il più possibile oggettiva.

Per alleggerire la parte testuale e per facilitarne la comprensione è consigliabile inserire qualche elemento grafico.

Le fasi

Lo step che precede la predisposizione della struttura dell’elaborato e la fase di scrittura vera e propria consiste nell’identificare la cosiddetta ‘situazione comunicativa’, ossia i destinatari a cui ci si rivolge, lo scopo a cui tende e il tempo a disposizione per la lettura.
Dopo un’accurata analisi degli elementi appena citati si procede con la scelta della tipologia di esposizione:

  • Analitica: fornisce al lettore una conoscenza precisa e dettagliata della tematica
  • Sintetica: riassunti finalizzati a fornire al lettore una conoscenza d’insieme dell’argomento

Le fasi essenziali della redazione dell’elaborato sono tre:

  1. Ideazione
  2. Stesura
  3. Revisione

La prima fase (ideazione) consiste nella selezione delle informazioni da inserire nel testo.
Il suggerimento, per facilitare l’operazione, è stilare una scaletta, inserendo in un ordine logico i concetti e le notizie da elaborare.
Per ogni informazione è consigliabile specificare anche la modalità con la quale sarà trattata: elenchi, esempi, definizioni, ecc.

La seconda fase (stesura) è quella in cui si procede con la scrittura del testo; si inizia elaborando, punto per punto, ciò che precedentemente è stato appuntato nella scaletta. Il tutto seguendo un nesso logico ed utilizzando connettivi e parole chiave.

L’ultima fase (revisione) è importantissima; essa consiste nella rilettura del testo, possibilmente più di una volta, e nella correzione degli eventuali errori, grammaticali e di sintassi.

schema testo espositivo

La struttura

Entriamo finalmente nel vivo del nostro post e cerchiamo di capire qual è lo schema di un testo espositivo.

La struttura si basa essenzialmente su tre parti: introduzione, corpo centrale e conclusione.

Analizziamo nello specifico le caratteristiche di ognuna di esse.

Partiamo dalla parte iniziale; l’introduzione è finalizzata, neanche a dirlo, ad introdurre la tematica.
Trattandosi della sezione in cui viene presentato l’argomento deve essere redatta con particolare attenzione; essa deve risultare sintetica ma immediatamente chiara.

La parte centrale del testo è quella che sviluppa l’argomento.

Nelle conclusioni si evidenziano eventuali risultati e considerazioni.

Nell’ambito della struttura bisogna fare attenzione all’organizzazione delle informazioni, ovvero all’ordine in cui trattare l’argomento.

I criteri logici sui quali basarsi afferiscono ai seguenti parametri:

  • Cronologico: in ordine temporale
  • Causa/effetto
  • Enumerazione: elenco
  • Comparazione: paragone tra due concetti, fatti o elementi
  • Definizione: si parte dal definire l’argomento centrale per poi ampliare con ulteriori informazioni

Linguaggio e stile comunicativo

Nella parte centrale del testo, essendo quella che tratta nello specifico e in maniera più o meno approfondita l’argomento, è consigliabile utilizzare un linguaggio tecnico, ovvero specialistico della materia trattata.
L’esposizione dovrebbe risultare oggettiva ed essere priva di considerazioni e opinioni personali.

Ogni singola frase deve essere finalizzata a fornire un’informazione, un concetto ben definito, e soprattutto deve essere collegata in maniera logica e coerente ai periodi che la precedono e a quelli che seguono.

La struttura sintattica deve essere costituita da frasi brevi messe in collegamento da connettivi semantici.
Una piccola digressione per chi non sa di cosa stiamo parlando: i connettivi semantici permettono di legare tra loro le informazioni, chiarendo, allo stesso tempo, i nessi logici esistenti tra i periodi. Tra i più comuni e utilizzati: e, cioè, inoltre, oppure, ma, perchè, perciò, quindi, tuttavia.

La forma verbale che deve prevalere è il presente indicativo; esso consente di attualizzare concetti e informazioni, rendendoli sempre validi.

Per agevolare la lettura del testo e renderlo visivamente gradevole è consigliabile utilizzare una suddivisione in paragrafi, effettuata sulla base di una logica che mira a evidenziare blocchi uniconcettuali.

Ricerca delle fonti

Per scrivere un testo espositivo efficace esistono alcune regole da rispettare; al di là di quelli che abbiamo finora esposto, uno degli step a cui prestare particolare attenzione è la ricerca delle fonti dalle quali attingere le informazioni da inserire all’interno dell’elaborato.

È fondamentale selezionare materiale autorevole e attendibile e, nel caso di argomenti di attualità o soggetti all’evoluzione dei tempi, aggiornato.
Il confronto di più fonti è un piccolo stratagemma che permette di evitare eventuali imprecisioni.

Differenze tra testo argomentativo e testo espositivo

Concludiamo con una precisazione, fondamentale per non creare confusione e realizzare, di conseguenza, un lavoro ibrido e poco chiaro.

Nell’elaborazione di un testo espositivo bisogna fare attenzione a non inserire punti di vista, opinioni e argomentazioni personali che lascino in qualche modo trapelare il pensiero dell’autore. Il rischio è che quello che doveva essere espositivo diventi un testo argomentativo, o peggio ancora un mix confuso di entrambe le tipologie.

Ora che sai come fare un testo espositivo e che hai ben chiara la struttura dell’elaborato non ti resta che impostare la scaletta e iniziare a lavorare sulla base dei nostri suggerimenti.

A noi non resta che augurarti buon lavoro!

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